GLOSSARIO

BCF: Bioconcentration Factor. Fattore di Bioconcentrazione. Processo di accumulo di una sostanza da parte di un organismo. Fattore di arricchimento organismo/acqua o organismo/aria conseguente a fenomeni reversibili di scambio per via respiratoria.

CAS: numero di registro attribuito dal Chemical Abstract Service (CAS), divisione della American Chemical Society (Columbus, Ohio, USA) che assegna questo numero identificativo univoco ad ogni sostanza chimica descritta in letteratura. Attualmente è stato attribuito un numero CAS a oltre 24 milioni di sostanze (organiche e inorganiche) che sono contenute nel database CAS REGISTRY e circa 4000 nuove sostanze vengono aggiunte ogni giorno al database. La maggior parte delle banche dati consentono oggi di effettuare ricerche in base al numero di registro CAS.

CE o EC: numero CE presente in ESIS che comprende N° EINECS (European Inventory of Existing Commercial Chemical Substances - GU C 146 A del 15.6.1990), il numero ELINCS (European List of Notified Chemical Substances) per le sostanze nuove ed il numero NLP (No-Longer Polymers).

CMR: sostanza CMR (con effetti cancerogeni, mutageni, e tossici per la riproduzione)

Comparto: comparto ambientale considerato (acquatico, terrestre)

EC0: Effective Concentration 0. Concentrazione di Effetto 0. Concentrazione che non determina alcuna mortalità della popolazione.

EC50: Effective Concentration 50. Concentrazione di Effetto 50. Rappresenta la concentrazione che produce nel 50% degli individui un effetto diverso dalla morte (es. immobilizzazione) in saggi sia acuti che cronici. Si deve riferire al tempo di esposizione. Si può considerare anche l’effetto su percentuali di mortalità diverse, es. del 100% (EC100).

Endpoint tossicologico: il tipo di effetto (“tipo di danno, ovvero la funzione biologica compromessa) che viene misurato in un saggio ecotossicologico (mortalità, immobilizzazione, effetti sulla riproduzione, effetti sulla crescita degli individui, effetti sulla crescita di una popolazione, alterazione di parametri metano-lici o fisiologici. alterazioni di caratteristiche comportamentali).

ESIS: European chemical Substances Information System. Sistema di informazione europeo sulle sostanze chimiche.

EURAM: si riferisce a 4 liste prioritarie EURAM (EU Risk Ranking Method. Procedura di classificazione del rischio delle sostanze proposto dall’Unione Europea) redatte dal Workplan 2005-2006 del Gruppo comunitario Risk Reduction Strategy.

Gruppo tassonomico: classificazione a diverso livello filogenetico dell’organismo test considerato. Comprende qualunque categoria (specie, genere, famiglia, classe, ecc.) della gerarchia sistematica.

IE: Interferente Endocrino, sostanza esogena, o una miscela, che altera la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione.

IUCLID: acronimo di International Uniform ChemicaL Information Database. E’ un software applicativo pubblico per acquisire, immagazzinare, gestire e scambiare informazioni sulle proprietà intrinseche e gli effetti delle sostanze chimiche. IULCID 5 è lo strumento fondamentale per l'industria chimica per adempiere agli obblighi imposti dal Regolamento REACH.

IUPAC: acronimo di International Union of Pure and Applied Chemistry (in italiano Unione Internazionale di Chimica Pura ed Applicata), che opera in accordo ed armonizza la propria nomenclatura e terminologia, ove necessario, con la IUPAP e l'ISO ed adotta il Sistema internazionale di unità di misura.

LC0: Lethal Concentration 0, Concentrazione Letale 0. Concentrazione che non determina alcuna mortalità della popolazione. Generalmente estrapolata dalle curve di tossicità in saggi acuti.

LC50: Lethal Concentration 50. Concentrazione Letale mediana. Rappresenta la concentrazione che determina la morte del 50% degli individui in saggi di tossicità acuta per esposizione ambientale (es. tossicità acquatica o inalatoria). Si deve riferire al tempo di esposizione (es. LC50 48 ore). Si può considerare anche l’effetto su percentuali di mortalità del 10% (LC10) e 100% (LC100).

LD0: Lethal Dose 0. Dose che non determina alcuna mortalità della popolazione. Generalmente estrapolata dalle curve di tossicità in saggi acuti.

LD50: Lethal Dose 50. Dose Letale mediana. Dose della sostanza che determina la morte del 50% degli individui in saggi di tossicità acuta per somministrazione diretta (es orale o intraperitoneale). Si esprime generalmente per unità di peso corporeo dell’individuo (es. mg/kg di peso corporeo). Si può considerare anche l’effetto su percentuali di mortalità diverse, (es 90% LD90).

LL50: Lethal Loading 50. Carico Letale mediano. Concettualmente analogo alla LC50 ma riferito ad una quantità scaricata nel sistema ambientale esposto.

Loading rate concentration: tasso di carico, la quantità del prodotto che si deve mettere in equilibrio con il mezzo acquoso del test al fine di produrre un determinato “livello di effetto”.

LOAEL: Lowest-Observed Adverse-Effect Level. Rappresenta il livello (generalmente dose) più basso al quale è possibile evidenziare un effetto negativo.

LOEC: Lowest-Observed Effect Concentration. Concentrazione più bassa alla quale è possibile evidenziare un effetto.

LOEC: Lowest-Observed Effect Concentration. Rappresenta la concentrazione più bassa alla quale è possibile evidenziare un effetto.

LOEL: Lowest-Observed-Effect Level. Rappresenta il livello più basso al quale è stato possibile evidenziare un effetto.

LT50: Lethal Time 50. Tempo Letale mediano. Rappresenta il tempo necessario a determinare la morte del 50% degli individui esposti a una concentrazione determinata di una sostanza.

NOAEC: No-Adverse Effect Concentrations. Concentrazione che non produce effetti avversi.

NOEC: No-Observed Effect Concentration. Concentrazione di nessun effetto osservato.

NOEL: No-Observed Effect Level. Rappresenta il livello più alto (concentrazione o dose) al quale non si è manifestato alcun effetto. Di norma si riferisce a saggi di tossicità cronica a lungo termine, ma può essere riferito anche a saggi di tossicità acuta.

Organismo test: organismo sul quale viene effettuato il test ecotossicologico.

PBT: Persistent Bioaccumulable and Toxic. Sostanza persistente, bioaccumulabile e tossica

Pittogramma: pittogramma di pericolo è una composizione grafica comprendente un simbolo e altri elementi grafici, ad esempio un bordo, motivo o colore di fondo, destinata a comunicare informazioni specifiche sul pericolo in questione

Risposta: è la quantificazione dell’effetto e si può esprimere come % di incidenza in una certa popolazione, attraverso i seguenti parametri:

Saggio a lungo termine: copre parte significativa del ciclo vitale o l’intero ciclo vitale o più cicli vitali dell’organismo saggiato.

Saggio a breve termine: copre un arco temporale ridotto rispetto al ciclo di vita dell’organismo saggiato.

Saggio acuto: effetto che può essere ottenuto a seguito di una somministrazione unica di una determinata sostanza in un breve periodo di tempo. Può essere di tipo orale, dermale o inalatorio. L’effetto letale della sostanza tossica può essere misurato con la mortalità degli individui di una popolazione sia in tempi brevi (saggio a breve termine) che a seguito di esposizione prolungata (saggio a lungo termine).

Saggio cronico: valutazione degli effetti derivanti dall’esposizione di una popolazione all’azione di una sostanza a basse dosi nel tempo. Può essere di tipo orale, dermale, inalatorio. L’effetto prescelto è generalmente subletale (diverso dalla morte) e viene misurato sulla riproduzione, velocità di crescita, modificazioni del comportamento, ecc.

Saggio ecotossicologico: prova che utilizza un sistema biologico come bersaglio. Un organismo vivente viene posto a contatto per un determinato periodo con una sostanza in esame e si valuta la risposta mostrata dall’organismo.

UVCB: Unknown or Variable composition, Complex reaction products or Biological materials (sostanza dalla composizione sconosciuta o variabile, prodotti di reazioni complesse o materiali biologici). Tali sostanze non possono essere identificate sufficientemente in base alla composizione come è invece il caso per le sostanze ben definite. La variabilità della composizione delle sostanze ben definite è specificata dal limite superiore e inferiore dell'intervallo/i di concentrazione del/i costituente/i principale/i. Per le sostanze UVCB, la variabilità è relativamente ampia e/o imprevedibile.

vPvB: very Persistent very Bioaccumulable. Sostanza molto persistente e molto accumulabile.


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